Luciana Maria Cantafio


 Esperta in Medicina Naturale ed Energetica

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Laureata in Medicina e Chirurgia 1981, Specializzata in Ostetricia e Ginecologia, Omeopatia ed Omotossicologia, esperta in Medicina Naturale ed Energetica

Da oltre 40 anni si interessa di Fisica Quantistica applicata alla medicina ampliandone i confini. 

Il suo originale approccio alle malattie non ha confini definendosi per questo un MEDICO DELL’ANIMA.

Il suo amorevole approccio le permette di lavorare con qualsiasi persona (uomo/donna/bambini) che può presentare vaste tipologie di disagio. 

Si prende cura di chi la sceglie attuando con maestria un percorso assolutamente individuale per portare la persona alla scelta della guarigione. 

Aiuta le persone a migliorare la qualità della propria salute grazie alla sua vasta conoscenza e formazione. 

La sua specializzazione in ginecologia le consente inoltre di penetrare in un aspetto ancora più delicato della vita di una donna e/o di una coppia. 

luciana maria cantafio

Si è sempre occupata dell’essere Umano valutandolo nella sua interezza.

Il Sistema Uomo è un complesso di affascinanti enigmi che va “compreso” in ogni suo spetto.

Corpo Mente ed Anima, non possono essere scisse se si vuole veramente andare all’origine delle “manifestazioni corporee” che vengono chiamate MALATTIA

Da sempre affascinata dalla ricerca più estrema, ha indagato e ricercato le teorie più innovative della Fisica Quantistica per poter curare i propri pazienti.

Lavorare unendo Conoscenze Mediche conosciute e meno note con le teorie della Fisica Quantistica permette di capire le risposte sensate del corpo agli eventi che viviamo quotidianamente.

Lavorare sul CORPO con terapie naturali, sulla MENTE con terapie strategiche, a livello ENERGETICO attraverso tecniche apprese nel lungo peregrinare da una scoperta all’altra ed anche grazie alla Fisica Quantistica che come il filo di Arianna unisce ogni cosa, oggi si può offrire un valido aiuto per ogni genere di problema e soprattutto ampliando la propria mente ci immergiamo in un campo di infinite possibilità che è chiamata VITA!

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Intervista a Luciana Maria Cantafio

a cura di Fiorenza Auriemma

Come vedere “con altri occhi” disagio, sofferenza e malattia

La dottoressa Luciana Maria Cantafio è stata di recente ospite di Manage your life, con il primo di un ciclo di seminari e conferenze sulla Fisica Quantistica.

In questa intervista, ci spiega come coniuga tutto ciò nel suo lavoro quotidiano, e come possiamo trarre il meglio dalla nostra vita e dal momento nel quale stiamo vivendo.

Dottoressa Cantafio, qual è stato il percorso professionale e personale che le ha permesso di arrivare a dov’è oggi?

Già una ventina di anni fa, svolgendo il mio lavoro di medico mi sono accorta che non bastavano le regole che avevo

imparato in medicina, e soprattutto che i pazienti avevano miglioramenti quando mi comportavo come essere umano più che come medico, così, ho capito che le persone avevano un immenso bisogno di essere ascoltate. 

All’inizio mi occupavo anche di esoterismo come una passione, pensando però che per applicarlo bisognava essere artisti, musicisti ecc., e non un medico, che vedevo invece come un lavoro: mi sembravano due strade parallele e non comunicanti tra loro. 

Poi però, in seguito a una serie di esperienze anche personali, ho compreso di avere in mano qualcosa di incredibile: potevo parlare alle persone, e questo grazie a tutto ciò che imparavo, apprendevo e conoscevo; e che inoltre, seguendo anche l’altra strada, ho scoperto che di fatto si intersecava con quella della medicina.

L’avventura è cominciata con la kinesiologia, poi ho incontrato le 5 leggi biologiche e ciò mi ha permesso di calmare tutte le apprensioni che un medico ha nello svolgimento della sua professione, inizialmente appresa solo sui libri e negli ospedali. 

Ho cominciato a capire che non c’erano sbagli della natura, bensì una logica assolutamente sublime e perfetta del corpo rispetto agli eventi che noi gli provochiamo.

Ad esempio , una polmonite ha smesso di essere un dramma, e sono riuscita ancora meglio in ciò che da anni facevo istintivamente: tranquillizzare i pazienti.

 

Arriviamo alla Fisica Quantistica: che cos’è e come la si può integrare con la medicina?

Le applicazioni della Fisica Quantistica, modificando il “modo” di osservare le cose e interessandosi sopratutto dello

sconosciuto mondo ultramicroscopico, hanno permesso di spiegare fenomeni che fino a poco tempo fa andavano sotto il

nome di “magia” o “miracolo”. 

Nel momento in cui avevo necessità di aiutare il paziente a spostarsi dal suo incubo e dai suoi problemi, ecco che sono arrivati gli studi di Fisica Quantistica: mi rendo conto che a questo punto arriva la parte più difficile da spiegare, perché spesso vengo compresa come medico o come discorsi esoterici, ma quando altri elementi si accavallano –‐‑ la Fisica Quantistica con la medicina e l’esoterismo –‐‑ si perde la strada… e la domanda che spesso mi vienefatta è: “ma che c’entra?”.

Appunto: che cosa c’entra?

C’entra, nel momento in cui riconosciamo che siamo esseri formati da informazioni complesse, una materia informata che vive in un campo magnetico informazionale che fa in modo che siamo tutti collegati; e che possiamo avere le informazioni che determinano il nostro naso, gli occhi, la bocca. Ecc….

In pratica, fa sì che noi esseri umani siamo uguali ma diversi. 

La manifestazione di questo mondo è mantenuta da un campo elettro-magnetico intorno alla terra, il quale permette al pianetadi creare questa forma di vita.

Partendo dal rapporto medico paziente, lei è giunta in questo modo a una visione più vasta. Ce ne può parlare?

Certo! Il paziente non è unicamente un insieme di organi che formano un corpo, bensì è molto di più: è una miriade di

informazioni che lo tengono insieme sotto forma di corpo.

Quindi, rivolgendosi all’aspetto dell’informazione e del campo-magnetico, il corpo fisico non è più qualcosa da curare, tagliare e pensare a pezzi: diventa invece un organismo che può essere informato in maniera negativa o positiva.

 In pratica, i pensieri negativi creano ansia e preoccupazioni, e tutto quello che contrae il campo informazionale produce patologie perché blocca il flusso; al contrario, tutto ciò che invece produce espansione e felicità amplifica questo flusso che permette di vivere nella gioia salute e serenità. 

Ecco quindi che spiegata così la Fisica Quantistica – la quale parte da equazioni e dimostrazioni complesse –‐‑ diventa comprensibile e utile. Perché noi siamo un campo che vive in un campo, e quindi una scienza che come la Fisica Quantistica studia il campo nelle sue probabilità e non nella sua statica –‐‑ come quella cartesiana, con regole rigide e inconfutabili –‐‑ diventa il mondo delle possibilità che ci permette di applicarle a corpi come i nostri, per poter guarire modificare, cambiare.

E, appunto, fare “miracoli”.

Nella pratica, come si traduce questo nuovo modo di approcciare all’organismo e alla persona? Quando un paziente viene da lei con un problema fisico evidente, come lo può aiutare seguendo queste linee?

Tramite le mappe che ho a disposizione, conoscendo le 5 leggi biologiche e grazie al mio percorso, posso vedere che da me non arriva una polmonite o un dolore alla spalla, bensì un “ho avuto paura di morire”, “ho avuto bisogno di scrollarmi di dosso una situazione” ecc… 

Il corpo è una mappa ben precisa, quindi io non ho più un sintomo: entro già nella vita della persona capendo qual è la causa. 

Dopo di che, la patologia si mantiene quando la persona rimane sempre ferma nel suo dramma.

 Il mio lavoro è principalmente creare contesti positivi, e ristrutturare ogni situazione, grazie al fatto che io per prima ho allargato gli orizzonti e ho una positività innata, cerco di trasmettere quelle che sono le risposte sensate del corpo, puntando a trasformare la malattia in una possibilità, e il problema in una opportunità. Spesso le persone mi rispondono con un: “Non ci avevo pensato!”. Quindi, spostare il punto di vista permette di cambiare anche il problema.

Questo tipo di modalità allargata è applicabile in ogni situazione e con ogni persona?

No, non è per tutti. Perché, per via della politica del terrorismo che passa attraverso i mass media, purtroppo molte persone sono bloccate nel vittimismo, nella tragedia e nel dolore e per loro si può fare molto poco in questo momento, perché il modo di lavorare del quale stiamo parlando richiede di collaborare con il medico, che non è più colui che ti dice quello che devi fare o non fare. 

In pratica, c’è sempre bisogno della figura del medico, il quale però con ogni singolo paziente intraprende un preciso percorso individuale: così, ecco che per tre patologie apparentemente uguali, il percorso da seguire diventa diverso e unico.

Lei fa spesso riferimento alla definizione di “approccio basato sul cuore”. Che cosa intende?

C’è una frase cui sono affezionata: “Non è quello che succede nella vita, ma come lo si percepisce che fa la differenza nella vita”. È molto più facile avere una malattia, non volerla prendere in considerazione e chiedere perciò a qualcuno al di fuori di te: “Guariscimi, perché io non ce la faccio”.

 Apparentemente, è più impegnativo considerare che invece si può prendere in mano la propria vita, trasformando le situazioni.

 In questi 20 anni, ho imparato però che non sempre è possibile applicare nel mio ambulatorio ciò che ho appreso negli anni, o almeno non subito. Perché non si sa qual è il percorso della persona che si ha di fronte, e a quale punto si trova nel proprio percorso di vita.

 Se io non rispetto il singolo percorso del paziente, sto solo applicando delle leggi e facendo danni. Lo stesso succede se non tengo in considerazione la persona secondo la sua mappa e il suo punto di vista e la sua posizione in quel momento; o se elimino la sua malattia; o meglio, nascondo la sua malattia con terapie e/o farmaci invasivi. 

E ancora, se non rispetto la sua famiglia che magari ha paura del suo “non intervenire nella maniera classica”; perché capita che la persona abbia fatto un certo percorso, ma la sua famiglia no, e così lo metto in conflitto con i familiari.

 Al contrario, devo cercare prima di tutto di vedere chi ho di fronte a me, e dove sta. 

Per me è importante capire se a qualcuno posso parlare di ospedale, perché lì si sente tranquillo, oppure no: nel primo caso, se dico a quel paziente di non andare in ospedale gli faccio del male, mentre nel secondo caso no, perché la persona che ho di fronte sta già percorrendo un’ʹaltra strada. Alcuni hanno bisogno della medicina per sentirsi curati, altri di una parola. 

Quindi, si tratta di entrare nel campo dell’altro rispettandolo. E questo si può fare solo con il cuore.

Do#oressa Cantafio, Energia, Frequenza, Materia: qual è la relazione tra questi tre elementi, e fra loro e il nostro benessere?

I due estremi sono Energia e Materia. 

L’energia è costituita da particelle talmente rarefatte che non possiamo percepirle con i nostri sensi, mentre la materia è fatta di particelle che il campo elettromagnetico mantiene molto vicine, per cui noi riusciamo a vederle sotto le varie forme: corpo, sedia, fiore ecc. 

Al microscopio, però, vediamo solo piccole particelle in movimento tenute assieme da qualche cosa di molto piccolo chiamato Materia Oscura, un campo elettro–‐‑debole che ancora la scienza non ha preso ancora molto in considerazione. Quindi, si tratta dello stesso aspetto con frequenze diverse: le frequenze sono ciò che sta in mezzo a questi due estremi. 

Il corpo, e quindi la materia, ha frequenze molto basse: in un secondo, l’informazione passa molto lenta per fare in modo che venga percepita dal corpo. 

Ma se andiamo a misurare le informazioni della cellula e del DNA, troviamo che sono sempre più sottili e rarefatte. 

E quando poi approdiamo al mondo dell’ultrainvisibile, queste frequenze diventano enormi: in un secondo, non abbiamo un solo passaggio informativo, bensì centomila, milioni, miliardi. Quindi, questo vuol dire che noi stessi siamo fatti della materia che vediamo e percepiamo, ma anche da altre informazioni che tengono insieme ciò che non possiamo vedere. L’insieme di tutto questo fa sì che innumerevoli informazioni possano lavorare sincronicamente, anche se non sono percepibili ai nostri occhi e/o sensi; questo è ciò che ci permette di respirare, che consente il funzionamento degli organi e delle miriadi di reazioni chimiche che si svolgono simultaneamente nel nostro corpo. 

In altre parole, fa in modo che possiamo vivere.

Ecco, questa danza meravigliosa è la Fisica Quantistica.

Qualche esempio pratico in merito a questo tema?

Invece che lavorare sul corpo e sulla materia, con la Fisica Quantistica si può andare a lavorare sull’Origine, passando attraverso le mappe che abbiamo a disposizione, per capire che il problema è partito da un certo conflitto emotivo e/o biologico;  e se lo risolviamo, spesso inizia una cascata di nuove informazioni che resettano il tutto.

Ma anche questo non è per tutti: come medico, posso intervenire usando questo lavoro molto sottile quando c’è un determinato sintomo, però di fronte a un danno d’organo – quando ad esempio si è cristallizzata una situazione –‐‑ ho a disposizione mezzi come antibiotici, cortisone, intervento chirurgico ecc.. 

Così come non c’è sbaglio nella natura, allo stesso modo non si può dire che la Fisica Quantistica sia giusta e il mondo cartesiano sbagliato: è il modo di applicarle che fa la differenza. 

Solo passando attraverso le mie esperienze di malattie, ora riesco a capire chi ho di fronte e a non essere arrogante con i pazienti.

Devo ringraziare ogni persona che arriva nel mio studio, perché mi dà molto di più di una parcella: nel 80% delle visite, avviene un incontro di anime. Al termine della mia giornata di lavoro, non sono mai stanca: al contrario, ho il cuore gonfio di gratitudine.

A proposito di differenze, negli ultimi anni sta notando cambiamenti anche da parte delle persone che si rivolgono a lei come medico?

Come dicevo prima, un certo approccio non è per tutti: però, le cose stanno cambiando. Sempre più infatti posso lavorare senza confini tra cuore, scienza, esoterismo, regole, medicina: usandole come una cosa unica. 

Quando ho cominciato, sembrava tutto strano, mentre oggi è diventato tutto meravigliosamente possibile.

 Non per niente si dice spesso che è magia oggi quello che sarà scienza domani.

 Oggi è possibile parlare di queste cose, è una sorta di epidemia bellissima di consapevolezza che si sta allargando a macchia d’olio.

Non si ereditano i geni, bensì i modelli comportamentali: può spiegarci il significato di questa sua affermazione?

È chiaro che, vivendo con i nostri genitori, abbiamo più probabilità di compiere gli stessi atti e avere lo stesso carattere,

perché mamma e papà ci insegnano quello che sanno, e non quello che vorrebbero: una madre che ha paura di amare e che non sa abbracciare, non può insegnare ai figli ad amare e abbracciare. 

In più, c’è anche lo studio della nuova Epigenetica: si tratta di nuova scienza che ha come pioniere Bruce Lipton, medico scienziato fisico, e che spiega come il campo positivo creato dal nostro pensiero possa fare in modo che le particelle plasmatiche –‐‑ quindi le proteine – si dispongano in una certa posizione sul DNA producendo modifiche.

 In sostanza, spiega che i nostri pensieri, emozioni, stati mentali creano veri e propri campi elettromagnetici, influenzando lo strato proteico e determinando modificazioni nel nostro DNA.

Quindi, non è “merito” o “colpa” del DNA, e nessuno nasce con un certo problema: in base a come viviamo la nostra vita, diamo informazioni alla nostra struttura, la quale si modella di conseguenza.

 La persona che ha sempre paura, che sta con le spalle strette e la testa bassa, produce un certo tipo di risposta del corpo; un’altra che invece ha una postura eretta, parla, si apre, condivide, avrà un’altra risposta del corpo e anche del campo.

Mi spiego meglio: fino a che siamo nel campo magnetico, abbiamo un polo positivo che attira un polo negativo, e siamo nella materia. 

Quando però andiamo nell’ultramicroscopico, la legge è diversa: il più attira il più, mentre il meno attira il meno.

Così, basta alzarsi pensando che è una bella giornata, per attirare persone felici che stanno bene, trovare un posteggio per l’auto, qualcuno che ci dice una buona parola.

 Quando invece ci alziamo con il piede storto, abbiamo creato intorno a noi un alone di negatività che non è cattivo, ma che attirerà nel mondo microscopico coloro che sono negativi, e quindi avremo problemi con il parcheggio, troveremo una multa da pagare ecc. fino a dire: “Questa è una giornata da dimenticare”. 

Che cosa si può fare? Appena ce ne accorgiamo, basta fare un sorriso e un respiro profondo, e si cambia frequenza. Perché sorriso attira sorriso!

Parliamo ora di un altro tema del quale lei si interessa: Riconnessione e Guarigione Riconne#iva. Di che cosa si tra#a, e qual è la

differenza tra le due possibilità?

Parlando di Riconnessione si intende una nuova energia arrivata negli ultimi anni, perché il campo magnetico terrestre si è modificato. Come detto prima, c’è un campo magnetico intorno alla terra che fornisce le informazioni affinché questo mondo si manifesti come lo conosciamo. 

Se questo campo è cambiato, i recettori del nostro corpo risultano sfasati, perché si verifica una sorta di staratura. Prendiamo ad esempio un telefono cellulare: se è di vecchio stampo non prende più, e diciamo che “non c’è campo”; e quindi ne prendiamo uno nuovo con una recezione maggiore.

 Allo stesso modo, è possibile effettuare la Riconnessione, tramite l’attivazione di punti, linee e disegni geometrici che non stanno sul corpo, bensì intorno al corpo: ciò che si ottiene è una sorta di disegno con questa energia a banda larga, che riattiva il collegamento del corpo con il nuovo campo magnetico. 

La Guarigione Riconnettiva è una sorta di terapia energetica che si può effettuare più volte e che rimette in

connessione il corpo con le informazioni corrette, resettando ciò che è percepito come errato. 

Ci possono essere risposte improvvise oppure latenti nel tempo: a ogni modo, migliora la qualità della vita, si dorme meglio, si è più tranquilli e sereni, ed è qualcosa accessibile a tutti.

 La Riconnessione invece è un processo da fare una sola volta nella vita, e che va scelto perché mette l’individuo sul proprio percorso evolutivo: quando ci chiediamo chi siamo, dove stiamo andando ecc., la Riconnessione ci permette di accelerare questo processo e per quella che è la mia esperienza, dopo non si hanno più indugi, si va per la propria strada, percependo con maggiore chiarezza qual è il senso della propria esistenza.

Veniamo all’ultima domanda: secondo lei, che cosa possiamo aspe#arci da questo fatidico 2012?

Innanzitutto, non ci saranno catastrofi, come molti predicano, bensì un salto di coscienza: è risaputo che arrivati a una massa critica che ha una determinata consapevolezza, anche il resto evolve, ed è quello che sta succedendo proprio quest’anno. 

C’è un’apertura mentale diversa: basta parlarne con le persone per accorgersi che qualche cosa si muove. Il senso vero di questo 2012 non è quindi niente di apocalittico: siamo da tempo già al culmine di un cambiamento iniziato 25 anni fa. E quindi, non c’è niente da temere: quello che sta succedendo adesso –‐‑ gli scandali, i terremoti ecc, non è segno che sono aumentati i problemi: è che si vedono di più perché c’è più luce. 

Tutto questo cambiamento energetico porta a essere uniti, a capire che non c’è divisione tra le persone, che siamo tutti uguali e parte di un diamante meraviglioso che è l’Uno. 

Ed è questo il movimento energetico e il salto quantico: non essere più isolati, bensì vedere l’unità. 

Ci sono varie energie che in questo momento stanno lavorando nella direzione dell’unità e del risveglio. Noi stiamo solo recitando un copione di una meravigliosa rappresentazione che è la vita, e quindi non c’è giusto o sbagliato, cattivo o buono: sia nel corpo, sia nelle persone.

Se riusciamo a pensare che siamo qualcosa di più che solo questo corpo, sparisce la divisione tra buono e cattivo:

Ogni situazione ha sempre un rovescio, nella sintesi esiste sempre l’unità formata da giusto e sbagliato, ed è questo che permetterà al mondo di evolvere. 

Ho letto di recente una frase meravigliosa in un libro: “tutti cercano l’immortalità, specialmente coloro che non sanno che cosa fare la domenica pomeriggio”.

Ma perché puntare all’immortalità? Se ci rendiamo conto che una cosa enorme come la coscienza che vive in ognuno di noi ha scelto di entrare in un piccolo corpo per fare un’esperienza di materia, e che morendo essa viene di nuovo sprigionata e liberata, è più bello nascere o morire?

 Se poi tra nascere e morire mettiamo l’esperienza che ognuno di noi fa sulla terra, e che chiamiamo VITA, allora tutto diventa perfetto..

Luciana Maria Cantafio, laureata in Medicina e Chirurgia, è specializzata in Ostetricia e ginecologia, e Omeopatia, oltre che esperta in Medicina Naturale e nell’applicazione delle 5 leggi biologiche 

Ricercatrice e appassionata di Fisica Quantistica, da circa 20 anni ne applica i principi alla medicina, ampliandone così i confini.

Operatrice riconosciuta e certificata di Guarigione Riconnettiva e Riconnessione alla nuova griglia magnetica (secondo il metodo del dottor Erich Pearl), è Presidente della BI.M.A. (Associazione di Biofisica Medica Applicata) e dal 2000 e relatrice in numerosi convegni.

S’interessa di medicina non convenzionale dal 1979 e utilizza, nella pratica quotidiana, oltre alla specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, anche Biofisica medica, Ipnosi Eriksoniana, P.N.L. in chiave clinica, Terapie Brevi, Kinesiologia, Terapie Naturali e di Omeopatia Integrata; Tecniche di riequilibrio del Campo Morfogenetico.

dott.sa Luciana Maria Cantafio

presso Studio Olistico Roma

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